COMITATO ACQUA BENE COMUNE DI BELLUNO
CONTRO LE CENTRALINE SUL TORRENTE TEGORZO



Non c’è mai pace per la valle di Schievenin
Oltre ai tanto vituperati devastanti e preoccupanti, per quanto ancora non realizzati progetti di escavazione  in Valle assistiamo in questi giorni a quelle che potrebbero essere le battute finali per decretare la scomparsa del torrente Tegorzo dalla sua sorgente fino alle prime case di Schievenin.
Gli speculatori dellacqua ancora allassalto del bene comune, in questo caso i Sanzenonesi ingegneri Bizzotto e Tempesta, con il beneplacito delle Commissioni preposte alla ratifica di un miope e colposo iter autorizzativo che tutto permette  nel nome dello sviluppo  e del  guadagno a tutti i costi, hanno deciso  con due centraline consecutive di appropriarsi  di ciò  che non viene assorbito dalle opere acquedottistiche della Società Alto Trevigiano Servizi cioè di quel che attualmente rimane di tutto il primo tratto del Torrente Tegorzo.
Verrà intubata una quantità compresa fra il minimo e il massimo di  70 e 450 litri al secondo dacqua a quota  405 mslm per essere restituita dopo una corsa in condotta di 140 metri alla quota di 368 mslm, da cui si ripartirà in quello che appare un folle ma lucido gioco di incastri giapponese una seconda condotta della lungezza di 420 metri fino a quota 328 mslm fino alle prime case dellabitato di Schievenin.
40 litri al secondo è il minimo deflusso vitale a valle delle prese che potrebbe in realtà decretare la scomparsa definitiva del torrente stesso e lirrimediabile modifica dei luoghi e della bellezza naturalità e tipicità della Valle di Schievenin nella sua sezione intermedia dove sono presenti le tanto frequentate palestre di arrampicata.
Sappiamo purtroppo che il Torrente Tegorzo già paga ed ha pagato un conto allattuale modello di sviluppo mangia-territorio altissimo.
Passi per la captazione idropotabile alla sorgente di 270 litri al secondo che serve sopratutto i territori della provincia trevigiana.
Vogliamo ricordare gli effetti distruttivi di irrimediabile artificializzazione che i cinque cantieri in alveo appena conclusii con   procedura  di SOMMA URGENZA, a scopo di sicurezza idraulica  della valle, i quali  come una raspa usata da mano pesante sono riusciti a banalizzare le caratteristiche naturali e lhabitat costituito nei secoli  dalla lenta ma armonica mano modellatrice della natura.
Vogliamo ricordare il contemporaneo incidente nel quale durante i lavori di consolidamento di scogliere qualcosa andò storto con il risultato di una perdita e successiva colata di cemento per un lungo tratto superiore del torrente con ingentissimi e mai completamente quantificabili danni ambientali.
Se anche  questi due progetti di centraline idroelettriche andranno in cantiere si potrà ricordare il 2013 come lanno del De Profundis per il Torrente Tegorzo.
Il metodo è sempre lo stesso, così come i percorsi autorizzativi ad ostacoli aggirabili della Regione Veneto che non hanno Eguali in quanto a solerzia e aggressività sotto il profilo dellimpatto Ambientale. Sono sempre gli stessi i meccanismi di un mercato malato che incentiva un profitto fittizio con abbondante aggiunta di soldi pubblici, ergo bollette, per togliere due volte a molti e dare a poche potenti mani private ciò che è di tutti.
La quantità media di energia elettrica prodotta dalle due centraline ( 89 kw + 64 kw) è poca cosa e non può giustificare nel contesto attuale un tale livello di lesività e aggressione allambiente e al territorio, anche alla luce di un percorso di risparmio energetico mai imboccato con decisione.
A conti fatti tra captazione idropotabile e valori medi di derivazione a scopo idroelettrico mediamente spariranno allinterno dei tubi una quantità media molto prossima ai 500 Litri perlasciare al naturale scorrimento in alveouna quota di poco superiore ai 50 Litri. Le proporzioni tipiche di questa Provincia denominata del Tubo sono rispettate anche stavolta secondo la legge matematica tanto nota del 90 a 10.
Ciò non può che andare a creare un danno irreversibile di habitat e paesaggio, il quale vuole nelle intenzione dei progettisti essere negli anni assimilato  nella memoria come lo stato naturale delle cose.
Ma quel che il Comitato Acqua Bene Comune ripete da tempo è che di naturale per quanto riguarda lacqua, i fiumi ed i torrenti, così come tutti gli ambienti acquatici, in questa nostra provincia di Belluno è rimasto  solo  il  ricordo.
Per lennesima volta diciamo che risulta intollerabile assecondare e procedere con queste logiche antiquate di sviluppo malato.
Il Comitato Acqua Bene Comune esprime quindi la sua totale contrarietà ai due progetti di derivazione sul Torrente Tegorzo ed esprime solidarietà e sostegno al direttivo del Bacino di Pesca 10Acque Feltrinee al comitato Col del Roro  impegnati nella difesa della Valle di Schievenin;  in attesa degli esiti e ricordando limpegno assunto presentando in sede comunitaria il Ricorso Europeo in difesa dei nostri Fiumi.

25 Giugno 2013

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