25 novembre Giornata Internazionale contro la Violenza sulle donne

«Ogni due giorni una donna viene uccisa, e nel 70% dei casi questo avviene in ambito familiare, per mano del marito o dell’ex marito, fidanzato o convivente. Ma il femminicidio è solo l’atto finale di una lunga serie di violenze quotidiane, fisiche, psicologiche, sessuali, economiche, anch’esse consumate nella maggior parte dei casi tra le mura domestiche.
Fenomeni spesso coperti da silenzi e omertà o complicità.

Di questa grave situazione tutti noi in qualche modo siamo responsabili, visto che apparteniamo ad una collettività che chiamiamo casa, paese, comune, provincia… e troppe volte la violenza e l’offesa alle donne viene banalizzata od appostrofata con battute volgari e profondamente degradanti nei confronti di tutte le donne… o altre volte colpevolizzando ulteriormente le donne con quella terribile frase: “ te lo sei sposato… ed ora te lo tieni”.

Ma da dove scaturisce questo profondo odio nei confronti delle donne? Perché una società come la nostra odia le donne?
Siamo onesti e seri… la nostra società è terribile ed è basata sullo sfruttamento dell’ambiente, degli animali e delle persone ed ovviamente sfrutta la donna come l’anello più debole, anche perché le donne sono madri e di fronte la violenza sono disposte a morire per salvare i propri figli dall’orrore.
Con questa crisi economica e con la prossima eliminazione dei diritti di tutela, le cose peggioreranno ancora di più, perché sono proprio le donne le più ricattabili sia dal punto di vista lavorativo sia sessuale. Basti pensare che questo governo non ha ancora rinnovato il Piano Nazionale Antiviolenza e che i finanziamenti previsti dalla legge contro il femminicidio non sono stati ancora assegnati ai Centri Antiviolenza e alle Case Rifugio, mettendo a repentaglio la sopravvivenza di questi luoghi e la vita stessa di centinaia di donne.

Il rapporto Eures è chiarissimo, nel 2013 in Italia le vittime del femminicidio sono aumentate del 14% e che purtroppo le vittime sono state 179 (una vittima ogni due giorni).
Aumentano al Sud (piu' 27%), raddoppiano al Centro mentre il Nord detiene il record di uccisione di donne in famiglia.
La World Health Organization rileva che la violenza fisica o sessuale colpisce piu' di un
terzo delle donne nel mondo (35%) e che la forma di violenza domestica e' la piu' comune (30%).


Per ricordare questi orribile situazione, per solidarietà verso quelle donne che nel mondo hanno subito violenza e per sensibilizzare al rispetto verso le donne sono state poste delle calzature rosse sulla fontana di Schievenin.
La fontana è simbolica in quanto questo  luogo  era  designato in passato dalle donne del paese per lavare i panni e per chiaccherare.

La nostra speranza è che tutti gli uomini e donne sensibili e non violenti facciano un passo in avanti non solamente per isolare la violenza ed i violenti di qualsiasi tipo ma, anche per obbligare la politica ad investire sulle conoscenze e sulla civiltà del quotidiano perché solamente la cultura può cambiare lo stile sociale e le coscienze delle persone.
Nessun alibi per i violenti… nessun alibi per chi ritiene che la violenza nei confronti delle donne sia un problema individuale e non un grave problema sociale, che si potrà superare solo con l'impegno di tutti.

Comitato Solo Pace Quero Vas -

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